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GIOIA

Gioia.
Viene dal latino “jòca”, plurale di “jocum”, che significa tutto ciò che produce piacere.
Parliamo tanto, in questo tempo, di piacere ma invero, a guardar bene, non sembriamo così pieni della sua presenza.
Sembriamo piuttosto immersi nella carenza, nella mancanza, nell’insufficienza.
Disorientati a causa delle lacune, schiacciati dai problemi, costernati dalle preoccupazioni.
Immersi nei temporali, agitati dalle inquietudini, permanentemente naufragati tra una tempesta e l’altra.
Visi scuri, volti imbronciati, conflitti alle stelle, tensioni a non finire.
Cupi assertori di slogan orientati ad un pessimismo dalle connotazioni sempre più radicali.
A guardar bene, ogni giorno che passa, diventiamo sempre di più, inequivocabilmente, antitesi della gioia.
Veri e propri paradigmi di negazione permanente.

Gioia.
Piacere.
Intanto emozione.
Emozione della vita.
Gioia come capacità di percepire.
Percepire l’istante, questo istante, la frazione infinitesima di questo istante.

Veloce, velocissimo, come brezza marina, dolce vento impetuoso, mistero tutto da cogliere nella sua grandezza, nel suo respiro, nella sua bellezza.
In un istante, in ciascun istante, il fluire magico, dinamico, irripetibile della vita, della nostra vita.
Emozione sublime.
Sono qui, ci sono, ci sei.
Noi siamo qui, così come siamo.
Non è affatto ovvio, scontato, atto dovuto esserci ed essere così come sei, essere così come siamo.

Gioia.
Piacere.
Intanto stupore.
Stupore della vita.
Gioia come capacità di provare stupore.
Davanti all’immenso che si muove, tra  te e fuori di te, dinamicamente, ad ogni respiro.
Oceano sconfinato di bellezza.
Rendersi conto, ogni volta in modo nuovo, di essere immersi nella bellezza, nel fascino, nell’incanto di ciò che siamo, di ciò che diventiamo, di ciò che possiamo essere.
Bellezza ubiquitaria: fuori e dentro.
Passioni e sensazioni.
Intensità e riflessioni.
Gesti e atteggiamenti.
Sentimenti.
Galassie di sentimenti.
Siamo avvolti e trasformati da pulsioni e movimenti possenti, sconvolgenti, in cui la vita senza soste espande il suo mistero e ci rinnova, irripetibili, come unica dimensione che diventa sempre nuova e tra le stelle, sotto le stelle, di continuo, insaziabilmente si nutre della vita stessa e chi chiama con un solo nome, figli della vita, creature, uomini viventi.

Gioia.
Piacere.
Intanto gusto.
Gusto della vita.
Vivere bene il tempo concesso, viverlo con intensità, lucidità, presenza, pienezza.
Rispondere senza riserve al tempo in ingresso con disponibilità totale, accogliere nel tempo permesso la sostanza viva di ciò che realtà è, l’energia impetuosa grazie a cui compiamo il cammino, varchiamo frontiere, rinnoviamo navigazioni, accendiamo fuochi nella notte, in tutto alimentiamo fatti ed eventi perché ci portino calore, sapore, estasi, realizzazione, soddisfazione.

Gioia.
Piacere.
Intanto condivisione.
Condivisione della vita.
Cogliere la meraviglia immanente nelle cose e viverle, nelle accidentate asperità di ogni stagione, nella logica reciprocante di dono e accoglienza.
Guardare nel cuore come alla sorgente delle risposte, oltre i limiti, visibili ed invisibili, oltre i silenzi non ancora esplorati ed esplorabili, e rendersi conto che vita è per l’insieme, il bene diventa inevitabilmente sostanza grandiosa di patrimonio comune; comprendere, sulle abissali voragini di ogni sangue versato, che anche un solo uomo che soffre e muore non rappresenta un problema suo ma anche mio e di tutti noi messi insieme.
Condivisione difficile, adesione a verità scomoda, impegno che genera fatica e ferite anche letali laddove si traduce in scelta di prossimità, quando si concreta in supporto efficace, solidarietà tangibile, vicinanza e servizio che nella gratuità assoluta fa la differenza e salva, innanzi tutto, chi dona.

Gioia.
Piacere.
Intanto adesione.
Adesione alla vita.
Significa scegliere.
Scegliere la vita. Decidersi per la vita. Camminare verso la vita.
Significa pensare.
Pensare con le categorie dell’intelletto e del cuore in funzione della vita, del patrimonio di vita, del senso di vita, del mistero della vita.
Significa prendere posizione. Mettersi dalla parte di chi si complica le cose. Schierarsi contro tutto ciò che vita non è.
Significa sfida, quotidiana e senza riserve, ad affermare vita dove tutto porta in trionfo, nell’abominio della distruzione e della devastazione, della cecità voluta e dell’abbandono, della criminalità elevata a sistema, di ogni più becera nefandezza evidente ed occulta, la cultura della morte, l’annientamento della morte, la frantumazione puntuale della speranza e del germoglio di ogni più innocente sostanza di umanità nel nome di ogni desertificazione imperiosa e selvaggia di morte.

Gioia.
Piacere.
Intanto abbandono.
Abbandono alla Vita.
Abbandono totale.
Fiducia assoluta.
Incondizionata.
Anche tra le piaghe ed il tormento.
Anche sul letto di morte.
L’amato avvolto dall’amata.
Unità assoluta con la Vita.
Il per sempre che incomincia qui.
Il neonato che, dopo il pianto, si sveglia tra le braccia di papà e mamma.
Storia d’Amore con il suo Autore.
Piacere senza fine.
Il nostro destino.
Gioia.

scritto il 31/01/2014

Mario Balzanelli

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