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PS nella Scuola

Scarsa attenzione si è prestata, istituzionalmente, nel nostro Paese, negli ultimi decenni, alle morti evitabili.

Non si è compresa, in particolare, nella nostra Sanità, l’urgenza di conferire attenzione prioritaria a quella che potremmo definire, senza timore alcuno di essere smentiti, una vera e propria devastante strage quotidiana.

Si tratta, in concreto, di vite spezzate, di vite annientate, all’improvviso, in modo del tutto inatteso, riguardanti qualunque fascia di età, dai neonati agli anziani, dovute a malore e a trauma.

Sin dagli anni 60 del secolo scorso, la Scienza ha fornito alla storia dell’uomo una splendida notizia.

Alcune semplici manovre, effettuabili da chiunque, possono fare la differenza, in quegli atti tremendi, tra la vita e la morte.

Un soccorso immediato e appropriato a chi sta morendo può avere valore determinante al fine di salvare la vita in immediato pericolo.

Nasce, così, progressivamente, a livello mondiale, la consapevolezza che alcune manovre di soccorso possono realmente salvare la vita di ciascuno di noi.

Per questo, le stesse vengono definite manovre salvavita.

Le cifre di questa strage nel nostro Paese sono impressionanti: 60.000 decessi all’anno per arresto cardiaco improvviso, 20.000 le morti annuali conseguenti a trauma, 55 i decessi annui conseguenti ad ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo.

Mentre il legislatore, nel nostro Paese, ha sin dall’inizio compreso la valenza fondamentale del prestare soccorso, rendendo lo stesso obbligo di legge (art.593 CP) e postulando al contempo che l’omissione dello stesso costituisce reato, in una colossale svista riguardo i contenuti attuativi dell’obbligo di legge di prestare soccorso il legislatore non si è mai preoccupato di assicurare che la popolazione italiana impari – di fatto – a soccorrere.

Ciascun cittadino si è quindi chiesto: “come faccio a soccorrere se nessuno mi ha insegnato a farlo?”

Fu così, davanti alla necessità di assicurare alla nostra popolazione che ciascun cittadino italiano impari a soccorrere, al fine prioritario di strappare alla morte il maggior numero di vite, che da Taranto – insieme ad un’ampia rappresentanza nazionale di professionisti di area sanitaria che di categorie della società civile – proponemmo a tutto il Paese una sfida particolarmente ardua: avvalerci dell’articolo n° 71 della Costituzione, il quale sancisce che “il popolo esercita l’iniziativa delle leggi”, per proporre, mediante lo strumento giuridico di una iniziativa legislativa popolare, l’obbligo di insegnamento del Primo Soccorso e delle Manovre Salvavita nella Scuola Italiana.

Dal 28 gennaio al 28 luglio 2005 raccogliemmo, con il contributo entusiastico determinante dei Sistemi 118 di varie regioni, 93.000 firme, validate e autenticate, in tutta l’Italia.

Richiedemmo, quindi, ai Comuni, di cui facevano parte i 93.000 firmatari, certificazione in merito al fatto che ciascuno di essi fosse iscritto nelle liste elettorali e avesse, quindi, diritto di voto.

Completate queste operazioni, nell’ottobre 2008 depositammo in Senato le firme.

Concordammo, con Senatori e Onorevoli, un percorso di accelerazione dell’iter legislativo e autorizzammo che il testo della nostra proposta fosse presentato anche da parlamentari bipartisan, sia alla Camera dei Deputati che al Senato (2008).

In assenza di risultati concreti, abbiamo incominciato, a partire dal 2010, una costante azione di spinta, sollecitazione, sensibilizzazione delle massime istituzioni parlamentari in merito all’urgenza di non continuare a perdere, ogni giorno, nelle case, sulle nostre strade, negli ambienti di lavoro, centinaia di vite che si sarebbero potute salvare se solo fosse stato prestato loro, nell’imminenza del dramma, un primo soccorso adeguato.

 

Abbiamo presentato, in modo accorato, richiedendo massima urgenza, queste istanze in una audizione tenuta nella Commissione Sanità del Senato (2012).

Abbiamo varcato, a più riprese, le soglie dei Ministeri, delle Commissioni Sanità e Pubblica Istruzione, abbiamo incontrato personalmente Sottosegretari e Ministri.

Nel 2014 abbiamo inoltrato pubblicamente un ulteriore, preoccupato appello alla Vice Presidenza del Senato.

Finalmente, il 9 luglio 2015, l’ardua sfida, ad oltre dieci anni di distanza dal giorno dell’inizio, è stata vinta.

L’art.1, comma 10 della legge sulla “Buona Scuola” sancisce l’ ”ingresso” dell’insegnamento del Primo Soccorso nella Scuola Italiana, affidando, in primis, il compito della formazione al Servizio 118 del Servizio Sanitario Nazionale.

L’Italia si allinea così ai Paesi più evoluti a livello mondiale che da anni assicurano in età scolare la trasmissione di questo sapere fondamentale per la vita.

Una vittoria storica. Una vittoria del popolo italiano.

Si è raggiunto, tutti insieme, un irrinunciabile traguardo di civiltà.

Gli italiani, tutti gli italiani, impareranno presto – e con certezza – a soccorrere.

Entro qualche anno tutti gli italiani potranno fare “la differenza” nelle manciate di secondi del dramma inatteso in cui una vita può spegnersi all’improvviso.

Verranno, di fatto, negli anni a venire, più di qualsiasi altra considerazione, salvate innumerevoli vite.

Una svolta epocale della cultura nazionale in tema di Sanità.

Il testo dei decreti attuativi, a firma delle Ministre del MIUR e del ministero della Salute, verrà presentato alla nazione il 7 novembre 2017.

La formazione in tema di Primo Soccorso verrà iniziata negli anni della scuola dell’infanzia e terminerà all’ultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado.

La sfida attuale diventa assicurare, ad almeno 5 milioni di studenti e ai 900.000 tra discenti e personale ATA chiamati annualmente ad intraprendere i percorsi didattici previsti – per le varie fasce d’età – in tema delle manovre fondamentali salvavita del Primo Soccorso, un percorso istituzionale di formazione e di addestramento capillare omogeneo e di elevata qualità, assicurato da una pluralità di soggetti formatori individuati a partire da chi quotidianamente è impegnato, in contesto istituzionale, tutti i giorni, sulla scena dell’emergenza.

La tipologia dei percorsi di formazione e di insegnamento individuati è stata modulata con l’obiettivo essenziale di assicurare, in futuro, una risposta concreta, efficace, condivisa e comunitaria al dramma devastante per cui si è partiti: ridurre in modo significativo le morti evitabili.

La formazione in tema di Primo Soccorso potrà essere considerata, infatti, realmente di qualità solo quando, in concreto, si dimostrerà – nel prossimo futuro – in grado di salvare vite.

Raccolgano le generazioni a venire questa evidenza: quando si fa leva sul primato inalienabile della vita e si converge tutti insieme sulla centralità della vita, si vince.

Questo la sociologia, questo l’impegno, questa la testimonianza, questa l’unica eredità: la storia si può cambiare, ma solo procedendo insieme, uniti alla vita, uniti per la vita.

 

Mario Balzanelli
Promotore Iniziativa Legislativa Popolare
in tema di obbligo di insegnamento nella Scuola Italiana
Referente del Ministero della Salute presso il MIUR
per l’insegnamento del Primo Soccorso nella Scuola
Direttore SC SET 118 ASL Taranto
Presidente Nazionale Società italiana Sistema 118

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