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RINASCITA

Rinascere.
Una carezza.
Fascio di luce che mi raggiunge.
Posso riaprire gli occhi.
Respiro.

Rinascere.
Cominciare ad essere nuovamente.
Momento, determinante, di svolta.
Si riapre lo scenario.
Vien data una nuova possibilità.
La storia inaugura un nuovo corso.
Nuova fase dell’essere nel respiro del divenire.

Rinascere.
Svolta dimensionale.
Ripresa di un cammino drasticamente interrotto.
Novità della vita che si ripresenta come sorgente.
Dono prezioso, altissimo, senza eguali.
Nuova musica dal silenzio.
Nuovo sorgere del sole.
Nuovo appuntamento con la luce.

Rinascere.
Aspirazione del cuore.
Esigenza radicale.
Imperativo del sentimento davanti al primato evidente di desertificazione, violenza, negazione.
Orizzonte alternativo unico possibile considerato lo spegnersi ubiquitario di autenticità, idealità, germogli di vita, aspettative di vita, legittimità piene a vivere la vita.

Rinascere.

Tentativo strenuo di rialzarsi dalle mille rovinose cadute, sforzo possente di risalire dagli abissi del nostro fallimento, gesto supremo animato da speranza o disperazione finalizzato comunque a cambiare drammaticamente direzione, a recuperare i palpiti pulsanti della vita troppo spesso spenti, zittiti, addirittura soffocati da noi stessi prima che da altri.
Sforzo tenace, impresa perseguita, volo eroico che si staglia puntualmente oltre i confini della nostra arrendevolezza, della nostra insufficienza, della nostra umana fragilità ma che pur piega, prima o poi, il decorso della sua traiettoria, puntando inesorabilmente, contro ogni volontà e movimento più intenso dell’animo, verso la terra, inesorabile, ineludibile, nudo e crudo centro di gravità.

Rinascere.
Immagini veloci.
Ti rivedo, bambino sulla strada, coperto di sangue, con quella ferita devastante sul collo.
Trovarti adagiata nella vasca da bagno o appeso in garage o schiacciato sull’asfalto, con gli occhiali e le pantofole poco lontani.
Incontrarti disteso dietro il divano del salotto, con tutti quegli integratori non autorizzati sulle mensole della cucina, o accasciato sul muro, rannicchiato dietro la porta di casa, che hai cercato istintivamente di aprire per chiedere aiuto, senza averne avuto il tempo.
Incontrare i tuoi figli, i tanti figli che mi chiedono di te, incontrare i loro occhi lucidi e terrorizzati, quando non ho nessuna forza di dire loro che cosa ti è successo.

Rinascere.
Immagini veloci.
Stiamo andando a sirene spiegate in ospedale, hai solo cinque anni, piangi. Mi chiedi di farti passare quell’insopportabile mal di testa. Sono le ultime ore della tua vita.
Vi trovo morti in casa, totalmente soli, i figli lontani, al mare, con le loro famiglie, qua fuori un calore insopportabile, tutte le finestre ed i balconi di casa chiusi.
Vento freddo sul viso, gelo nell’anima.
Immagini veloci.
Disgregazione finale.
Annientamento finale.
Nel tempo dell’uomo, l’uomo non salva l’uomo.

Rinascere.
Oltre l’uomo.
Oltre noi stessi.
Oltre il nostro ritorno alla terra.
Oltre speranza e utopia.
Un fatto.
Evento inconcepibile.
Possibilità inedita.
Dono sconvolgente.
Nuova musica dal silenzio.
Nuovo sorgere del sole.
Nuovo appuntamento con la luce.

Rinascere.
Chiamati alla vita.
Ancora una volta.
Incredibilmente.
Ancora una volta.
Un dono gratuito.
Non una invocazione dal basso.
Un abbraccio dall’alto.
Fascio di luce che ti raggiunge quando non sei più.
E ti riporta in vita.

Rinascere.
Una carezza.
Una carezza di Gesù.
Posso riaprire gli occhi.
Respiro.

Buona Pasqua a tutti !!!

 

Mario Balzanelli

scritto il 20  aprile 2014

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